Addestrare un retriever – concetti base per iniziare bene

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Addestrare ed educare: l’Addestramento di un labrador

In questo articolo non troverete nessuna pillola magica né esercizi pratici, o regole finite per un addestramento veloce, ma solo alcuni concetti astratti su cui ragionare, quindi utili per impostare un corretto e consapevole progetto d’addestramento, o anche solo per migliorare il nostro rapporto quotidiano con il nostro retriever.

Avere una corretta impostazione e un corretto rapporto con il proprio cane è fondamentale non solo per chi vuole lavorare in modo professionale con un retriver, ma anche per qualsiasi proprietario che desidera un metodo per educare il proprio cucciolo in modo facile ed efficace!

Partiamo da un concetto che sentirete ripetere strenuamente da qualsiasi addestratore specializzato in queste meravigliose razze: “Far lavorare un retriever come un pastore tedesco è sbagliato e dannoso per il cane”.

Da quando ho sentito per la prima volta questo pensiero, ho iniziato a meditare su quali fossero le fondamentali differenze con le altre razze, ma soprattutto quali fossero le peculiarità sostanziali dei retriever.

Chi come me convive con diversi retriever (nel mio caso labrador) può facilmente notare come siano molto diversi tra loro, anche due gemelli possono essere completamente differenti non solo per l’aspetto fisico, ma anche per il carattere.

Ad un occhio disattento due labrador biondi potranno sembrare identici (così come due neri..), ma non stupiamoci se per il proprio papà umano (o mamma..) saranno completamente diversi!

Quindi possiamo pensare che abbiano ragione gli addestratori generici? … considerata questa grande variabilità possiamo tranquillamente addestrare un labrador con le stesse modalità usate per un border collie o un pastore tedesco?

NOOO!

Ma allora quali sono le peculiarità di queste razze?

Torniamo indietro e analizziamo il concetto fondamentale su cui (anche solo inconsciamente) i moderni addestratori generici*, fondano il loro metodo di insegnamento.

(*generici per distinguerli da chi segue o è specializzato solo in alcune razze come i retriever).

Semplificando le cose, il concetto astratto a fondamento del “moderno metodo d’insegnamento gentile” è che il cane ha un innato istinto per la ricerca di cibo: pertanto se io fornisco il cibo diventerò il suo idolo (leader o capobranco).

Fondamentalmente questa visione considera il cane come erede diretto del lupo quindi cacciatore e con forte brama di cibo e di ricerca per esso.

Su questo concetto astratto i moderni addestratori impostano il proprio metodo d’insegnamento basato sul rinforzo positivo con l’utilizzo spinto di cibo come premio.

In alcuni casi addirittura i premi possono essere calibrati in base alla difficoltà dell’esercizio da realizzare.

ADDESTRARE: IL WILL TO PLEASE

In linea di massima questo approccio nell’addestrare va bene con tutti i cani essendo tutti i diretti eredi dei lupi… però…

Impostare un metodo d’insegnamento per retriever basandosi unicamente sul “premiare il retriever con cibo”, sostanzialmente sarebbe come non considerare minimamente tutta la selezione fatta… sia naturale che da parte degli allevatori!

Sarebbe come dimenticarsi o peggio NON SAPERE che queste razze hanno un innata propensione a compiacere il proprio padrone (will to please)! Inoltre consideriamo che abbiamo diversi premi che possiamo utilizzare nell’addestrare il nostro labrador: carezze, un cenno, un sorriso, una pallina lanciata al momento giusto, occorre avere fantasia e metodo!

Anche un labrador selezionato in linee da bellezza possiede tutte le caratteristiche caratteriali fondamentali di questa razza (l’istinto innato a compiacere il proprio padrone, l’amore per l’acqua, l’istinto al riporto, bocca morbida etc.).

Purtroppo un approccio sbagliato con il cucciolo può rovinare queste positive caratteristiche: lo vediamo in modo molto semplice nel riporto, quando qualsiasi cucciolo a due mesi esegue riporti impeccabili e poi vediamo cuccioloni di un anno che se prendono in bocca qualcosa scappano e non si riacchiappano più… o facilmente se ritornano sputano il riportello senza consegnarlo (naturalmente parlo per esperienza diretta ).

Allo stesso modo l’utilizzo troppo spinto di cibo può essere controproducente perché il retriever non sarà più concentrato su quello che sta facendo, ma sarà attento unicamente al premio finale (ricordiamoci che un’altra caratteristica comune ai labrador è quella di essere sempre famelici)!

Dobbiamo aver ben chiaro inoltre che sono razze molto intelligenti e (soprattutto i labrador) furbe … non hanno bisogno di essere stimolate o attivate, ma solo guidate con amore! Se si imposta correttamente un metodo di lavoro si può tranquillamente abbandonare l’uso del cibo.

Se si eseguono esercizi di riporto, ad esempio, il premio consiste nella loro stessa esecuzione corretta; il sorriso che mostra un labrador quando gli si concede l’esecuzione di un riporto dopo ripetuti stay è a dir poco appagante!

Per migliorare sempre le proprie capacità di addestrare è quindi fondamentale approfondire la conoscenza della razza sia con libri, che partecipando a corsi specifici, che semplicemente vivendo assieme a loro e osservandoli in modo critico, ma positivo e costruttivo. Addestrare sarà così un piacere per voi e per il vostro labrador.

E’ stato provato che tutti i cani (tutte le razze di cane) fin da cuccioli hanno una propensione innata a farsi aiutare dall’uomo nel risolvere compiti difficili. Non ci credi? Leggi questo articolo con dimostrazioni scientifiche!

Spero quindi di avervi messo una pulce nell’orecchio per rinnovare l’approccio nell’addestrare il vostro cane… alla prossima!

Per finire vi consiglio un video divertente con un labrador molto will to please!

Come curiosità: il kennel club inglese organizza diversi corsi e ha un programma preciso per il buon cittadino a quattro zampe simile al CAE-1 Enci. Noi abbiamo aderito al progetto Impronta urbana della Federazione Italiana sport cinofili e siamo referenti del progetto per la provincia di Parma.

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