Premi e punizioni nell’addestramento ed educazione del cane

In questo video parliamo di premi e punizioni nell’addestramento ed educazione del cane. Scopriamo quando e perché è preferibile l’utilizzo del premio rispetto alla punizione. Scopriamo anche che non c’è un solo tipo di premio e non c’è un solo tipo di punizione. Se vogliamo comprendere come funziona il rinforzo positivo non possiamo non prendere in considerazione i premi e le punizioni nell’addestramento ed educazione del cane.

Il premio

Per ogni cane esiste un premio ideale, i cuccioli golosi adoreranno ricevere come ricompensa un piccolo snack per cani o un pezzetto di wurstel, i più dinamici saranno felicissimi di ricevere il lancio della loro pallina preferita e i più sensibili saranno emozionati dalle vostre carezze e lodi con voce gentile.

E’ fondamentale scegliere il premio più adatto al proprio cane perché scegliendo un premio troppo “debole” (poco importante per il piccolo) correremo il rischio di non innescare in lui un apprendimento solido mentre un premio troppo “intenso” rischierebbe di agitarlo perdendo l’attenzione su ciò che cercavate di insegnargli.

Fate un po’ di tentativi e scoprite quale premio funziona meglio con il vostro amico.

Premi e punizioni nell’addestramento del cane: la punizione

Cosa si intende per punizione?
La punizione è qualcosa che ha l’obiettivo di diminuire la probabilità che un comportamento si manifesti utilizzando uno stimolo negativo come conseguenza del comportamento in atto.

Esempio lampante è colpire il cane quando fa qualcosa di sbagliato, questo modo di intervenire però nasconde delle insidie.

Le punizioni fisiche sono eticamente inaccettabili, sono inutili e creano tensione tra di voi, ricordate che la violenza genera sempre violenza e questo vale anche per i nostri cani.

Altro rischio è quello di intervenire quando il cane (per esempio il nostro cucciolo di labrador) non sta facendo più l’azione che intendevate correggere, egli non capirà il motivò della punizione, infatti per essere efficace deve essere applicata durante l’azione sgradita, anche solo pochi secondi dopo possono creare incomprensioni tra di voi.

Al vostro rientro a casa sarà fondamentale resistere alla tentazione di punire il cane vedendo le marachelle che può aver combinato in vostra assenza non solo perché egli non capirebbe come mai siete cosi arrabbiati ma si spezzerà inoltre quel legame di fiducia sul quale stavate costruendo faticosamente la vostra relazione.

Premi e punizioni nell'addestramento ed educazione del cane
Una pallina può essere un premio molto gradito per il cane

Premi e punizioni nell’addestramento ed educazione del cane: cosa fa il proprietario?

Tanti proprietari in questa situazione sono convinti che il cane comprenda il motivo della sgridata perché lo vedono mortificato e preoccupato ma in realtà quello che fa il cane è semplicemente mettere in atto dei segnali di pacificazione con lo scopo di calmarvi vedendovi minaccioso.

In realtà non collega affatto il vostro malumore al pasticcio compiuto ma sente che qualcosa non va e quindi cerca di calmarvi nel modo che madre natura gli ha insegnato: si acquatterà, abbasserà sguardo e orecchie e si andrà a nascondere.

In questi casi è assolutamente vietato infierire sul cane che già mortificato sta chiedendo scusa a modo suo per qualcosa che non ha capito, piuttosto ignoratelo e sistemate i danni senza farvi vedere da lui per non dare attenzione a ciò che ha combinato.

Il modo migliore per intervenire con una punizione efficace è con una bella sgridata mentre lo cogliete sul fatto. Non servirà raccontargli la “divina commedia” ma basterà intervenire con voce secca con un “No! Non si fa!” .

Attenzione alla voce, non assumete mai toni troppo alti, perche gridare potrebbe eccitare il cane, utilizzate invece un tono deciso ed utilizzate parole strategiche che riconoscerà anche in futuro come “basta”, “no”, “non si fa”.

Per essere efficace la punizione andrà applicata proprio mentre il cane adotta il comportamento sbagliato o al massimo nei pochi secondi successivi, se passerà più tempo verrà punito non il comportamento sbagliato ma quello che sta mettendo in atto proprio in quel preciso istante, magari mentre si sta avvicinando a voi per salutarvi!

Si può anche punire il cane facendogli capire che se continua a manifestare l’atteggiamento che noi non gradiamo il premio tanto desiderato non arriverà: l’esempio pratico è quello del cucciolone che alla vista del guinzaglio si agita e salta come una molla per la gioia all’idea di uscire in passeggiata.

In quel caso sarà fondamentale riporre il guinzaglio ignorare il cane ed aspettare che si calmi qualche minuto per poi riprovare ad uscire . Le prime volte la situazione potrà apparirvi complicata e difficile ma se sarete tenaci (più di lui) vedrete che imparerà a sedersi ed attenderà con pazienza di farsi mettere il guinzaglio per uscire.

Ignorare il cane quando è agitato e considerarlo quando è tranquillo è un’ottima strategia per insegnargli a comportarsi bene comunicando correttamente con lui mettendolo nella condizione di serenità per apprendere come è bene che ci si comporti.

Premi e punizioni nell’addestramento del cane: cosa funziona?

Per riassumere: funziona più il premio della punizione!
Per concludere, per vivere sereni con il proprio amico con la coda non bisogna solo pensare a punire le azioni scorrette ma innanzitutto è necessario imparare a rispettare le sue esigenze fondamentali e dargli indicazioni su come ci aspettiamo che lui si comporti nelle diverse situazioni di vita quotidiana.

Ricordate, il premio funziona molto di più della punizione, mentre il più delle volte i neoproprietari si focalizzano unicamente sulle cose sbagliate che fa il cucciolo andando solo in contrasto. Se volete invece creare un bel rapporto con il vostro cane quindi non stancatevi mai di premiare adeguatamente il vostro cane quando fa le cose fatte bene.